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Sierra Leone: Il paese


I paesi africani sono il teatro abituale dove miseria e guerra tengono la scena con un repertorio tragico che viene replicato da molti decenni.

 

Da sempre attraversano l'Africa interessi economici e politici disumani, il più delle volte con origini esterne al continente stesso. Portando fame, malattie e morte, isolando dal resto del mondo generazioni di affamati, analfabeti condannati all'emarginazione e socialmente ripiegati su se stessi, oltre che abbandonati ad un destino per il quale un fatalismo paralizzante e l'esercizio quotidiano alla sopravvivenza restano gli stimoli più comuni. Purtroppo restano anche il peggior nemico da sconfiggere.

 

 

La Sierra Leone è stata ed è ancora oggi tutte queste cose, e la stampa ed i media televisivi solo di rado le ricordano al resto del mondo nell'indifferenza generale.

 

La sua condizione sociale, politica ed economica mantiene tuttora il paese tristemente al penultimo posto nella graduatoria mondiale dell'ONU e con il più basso indice di sviluppo umano.

 

E' situata nella parte occidentale dell'Africa e si affaccia sul Golfo di Guinea. Ha un territorio di circa 72.000 Kmq. ed una popolazione di 4,5 milioni di abitanti di cui quasi la metà è concentrata nella capitale Freetown: letteralmente significa "città libera" o, per estensione di significato, "città di uomini liberi", ma non vi può essere libertà effettiva per coloro che non hanno di che provvedere al proprio sostentamento ed alle proprie esigenze primarie.

 

 

Purtroppo è un paese uscito da poco da una guerra durata 10 anni, dal 1991 al 2001, con centinaia di migliaia di morti, ma forse nessuno può sapere con precisione quante sono state le vittime. Efferate violenze, distruzioni, saccheggi, mutilazioni, stupri. Ricordiamo per esempio che i famosi "bambini soldato" erano proprio là.

Quello che è rimasto dopo la fine della guerra è un paese distrutto in preda alla miseria, alla povertà, all'analfabetismo, alle malattie ed alla mancanza totale di servizi. Non c'è acqua potabile né corrente elettrica, telefono, strade, ponti. Gli ospedali sono soltanto tre in tutta la Sierra Leone.

 

Non ci sono sistemi organizzati di trasporto, né autolinee né ferrovia e le strade, tranne quella che collega la capitale Freetown con il nord del paese, sono in realtà piste sterrate che presentano difficoltà d'ogni genere.

E' però una terra bellissima, una meraviglia della natura ricca di minerali. Ferro, bauxite, oro, diamanti, selenio e rutilio sono una ricchezza potenziale per tutto il paese ma in realtà sono oggetto di uno sfruttamento esclusivo, conteso e riservato alle multinazionali e per questa ragione il più plausibile motivo della recente guerra.

 

 

Colonia inglese dal 1807, ha ottenuto l'indipendenza nel 1961. In base alla costituzione approvata nel 1991 la Sierra Leone è una repubblica, il potere esecutivo è affidato ad un Presidente coadiuvato dal governo, mentre il potere legislativo spetta al Parlamento. Sul piano amministrativo il paese è diviso in province e distretti.

La lingua ufficiale è l'Inglese ma la gente preferisce esprimersi con il Krio, la lingua intertribale molto vicina all'inglese.

 

La cultura popolare è una cultura ancestrale di tipo tribale, la fede religiosa più diffusa è quella islamica che però viene professata in regime di pacifica coesistenza con le altre confessioni religiose, ad esempio con la religione cattolica cristiana che è oggi la più significativa dopo quella musulmana.

Già nella seconda metà dell'800 con l'arrivo dei primi missionari è iniziata l'attività di evangelizzazione e sono state create le prime comunità cristiane. Ma è soltanto dal 1950, con la presenza di nuovi gruppi missionari distribuiti sul territorio, che ha potuto essere strutturata l'attuale Chiesa Cattolica della Sierra Leone. Oggi sono infatti quattro le diocesi rette da altrettanti vescovi: tre di loro e oltre 40 preti sono locali e ad essi spetta il compito di far crescere e diventare "africana" la chiesa cattolica sierraleonese.

 

 

Le Suore Clarisse, i Padri Salesiani, i Missionari Saveriani, i Padri Giuseppini del Murialdo sono i gruppi missionari tuttora presenti che svolgono una intensa attività di assistenza anche nei settori dell'alimentazione, dell'agricoltura, della sanità e dell'istruzione: ponti, piantagioni, pozzi, scuole e ospedali sono le opere realizzate. In particolare viene curato lo sviluppo della rete delle scuole primarie e secondarie e dei pozzi d'acqua potabile, costruiti nei villaggi e disseminati in un territorio in espansione.

La ricostruzione del Paese è lentissima e la risorsa più preziosa è contenuta nei suoi giovani e nei suoi tantissimi bambini.

 

 

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